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Giappone arriva la biancheria in fibra di
granchio -
(31 OTTOBRE 2002)
Mutande,
reggiseni e abbigliamento sportivo: azione
antibatterica grazie al chitosano
Arrivano le mutande
in granchio. E non potevano essere ideate
che in Giappone, il paese della tecnologia
più folle. Già da qualche
anno infatti i nipponici hanno reso il granchio
un emulo del baco da seta ottenendone un
filato dalle proprietà particolari:
prima fra tutte, quella di essere altamente
antibatterico. E quindi ottimo per intimo,
maglieria, calze, abbigliamento sportivo
e tutto ciò che sta a contatto con
la pelle.
Ora questo filato, presentato fra le novità
all'ultimo Bitec di Cernobbio (rassegna
del tessile Tecnico Innovativo), arriva
in Italia attraverso un importatore milanese
che lo ha introdotto dopo i risultati positivi
dei test antibatterici effettuati presso
il Dipartimento di Microbiologia della facoltà
di scienze dell'università di Modena.
Il polisaccaride chitosano (un derivato
della chitina) è la sostanza antibatterica
che per milioni di anni ha protetto i granchi
dalle aggressioni patogene, e che proprio
per questo ne avrebbe mantenuti inalterati
aspetto e funzioni nel corso del tempo.
E' stato scoperto dai giapponesi, che lo
estraggono dal carapace del granchio: lo
riciclano dagli scarti di lavorazione dell'industria
alimentare, e miscelandolo con la viscosa,
lo trasformano in una fibra tessile.
La fibra ottenuta dalla
chitina del granchio è inoltre degradabile,
non risulta creare alcun tipo di reattività
allergica ed è facilmente mischiabile
con altre fibre tessili come lana, lino,
cotone. Aspetto e tatto sono assimilabili
a un cotone molto morbido e fresco: è
un altro dei segreti del successo ottenuto
sul mercato giapponese dalla fibra di granchio,
che è invece una novità per
l'Europa.
di C.M.
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